Vernaccia

VernacciaLA VERNACCIA DI ORISTANO   IL VINO PER ANTONOMASIA   La Vernaccia di Oristano è un vino classico superiore  ad altissima gradazione alcolica naturale (da 15 fino a  18 gradi), indicata come aperitivo o dessert.  La tesi più attendibile sulla sua origine è quella di chi  sostiene che il nome deriverebbe da “Vite Vernacula”  (originaria del luogo), secondo quanto scriveva Marco  Giulio Columella. Si è propensi a credere che la vite  vernaccia fosse coltivata nell’entroterra di Tharros ove  furono ritrovati reperti archeologici con riferimento  alla vitivinicoltura.  Verso la fine del Medioevo, la viticoltura era in grande  onore nell’Oristanese e all’epoca dei giudicati, Mariano  IV nella sua “Carta Rurale” contemplava norme precise  per l’impianto e la tutela delle vigne; norme che furono  inserite nella “Carta de Logu”.  

Il passaggio dalla produzione artigianale a quella  industriale avvenne verso il 1953; fu così possibile la  creazione di masse di prodotto costanti che permise la  conquista di mercati a livello internazionale.  Nel 1971 con il riconoscimento della denominazione  di origine controllata “Vernaccia di Oristano” si è  potuto realizzare il rilancio di questo vino, riconosciuto  come il più prestigioso della Sardegna ed ineguagliabile  in campo nazionale. 

Il comprensorio viticolo dove si produce si estende  nella bassa valle del Tirso in un’ampia zona di circa   35.000 ha, comprendente il territorio di 17 comuni,  con una produzione stimata, nelle buone annate, in  40.000 hl. Il vitigno viene allevato generalmente nella  tradizionale forma dell’alberello sardo che consente di  ottenere produzioni intorno ai 50/60 ql. ad ha. Le uve  selezionate e ben mature vengono vendemmiate nella  prima quindicina di ottobre per ottenere una Vernaccia  tanto più pregiata quanto a più alta gradazione  alcolica. La vinificazione viene fatta in bianco e la fermentazione  è molto lunga, talvolta procede fino a  dicembre. 

La Vernaccia raggiunge la sua piena maturità verso il  terzo anno di vita, assumendo una calda tonalità dorata,  profumo delicato, alcolico con sfumature di fior di  mandorlo, sapore fino, sottile, lievemente acidulo tendente  all’amarognolo.  Da diversi anni si produce pure una Vernaccia di Oristano  Liquorosa Dry ottenuta per arricchimento della  Vernaccia classica con aggiunta di distillato di vino  fino a raggiungere i 18/19 gradi alcolici. 

Questa Vernaccia la cui armonia di gusto e intensità di  bouquet si affina in seguito alla sua maturazione – per  circa 2 anni – in barriques di rovere, è particolarmente  indicata come vino da dessert.  La Vernaccia di Oristano classica va servita fresca,  mentre quella Liquorosa Dry fredda. 

LA MALVASIA DI BOSA,   UN DOC PER INTENDITORI   La provenienza del vitigno sembra risalire all’epoca  bizantina ed anche il nome sembrerebbe derivare dal  Peloponneso dove era particolarmente conosciuto il  vino della città di Monobasia. 

Le zone di maggior diffusione sono l’Oristanese, l’alta  Marmilla e soprattutto la Planargia.  Proprio nella zona di Bosa il vitigno ha avuto una  buona espansione anche se la produzione è comunque  molto limitata. 

È sicuramente uno dei vini più pregiati d’Italia e può  essere consumato sia giovane che invecchiato.  Dal colore paglierino, con riflessi verdognoli, ha un  profumo intenso e persistente di frutta matura che  ricorda l’albicocca e la pesca.

La gradazione alcolica è  di circa 15 gradi. Normalmente viene invecchiata 3  anni e va consumata a temperatura ambiente tra i 12  e 14 C°. 

Si accosta ottimamente ai tipici dolci sardi, soprattutto  a base di mandorle, ma è sincera anche con quelli  più tradizionali.  È ottima a fine pasto.