Itinerari

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Veleggiando verso il cuore della costa occidentale della Sardegna, si apre di fronte a noi, il grande Golfo di Oristano. Costeggiando verso Sud la penisola del Sinis, riconosciamo il fascino delle sue coste frastagliate e la bellezza delle spiagge di Mari Ermi e di Is Aruttas, ormai famose nel mondo, per il manto di chicchi di quarzo che ricopre questi lidi. 

Itinerario 2 - Arazzi Mogoro

Mogoro
È un grosso paese famoso per la produzione artigiana, dalla lavorazione del legno e delle ceramiche, alla tessitura, con raffinati tappeti, arazzi e coperte. Famosa la mostra del tappeto sardo e dell’artigianato, iniziata nel 1962 e ripetutasi annualmente fino ad oggi. L’artigianato ha integrato la produzione vinicola, tipica della zona. Notevole la chiesetta del Carmine, costruita nel XIV secolo e la parrocchiale di San Bernardino che custodisce un famoso reliquiario.

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Percorrendo la Strada Statale 131 bis, ci immergiamo nel territorio della Provincia di Oristano e, all’altezza di Sedilo, riconosciamo il santuario di San Costantino e il grande anfiteatro naturale che ogni anno a luglio vede protagonisti i cavalieri dell’Ardia. Qui, di fronte a un simile paesaggio naturale, siamo rapiti dalla bellezza di un territorio segnato dalla natura e dallo straordinario luogo di culto legato alla  tradizione del popolo sardo.

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La Sardegna, una terra antica, misteriosa e ricca di storia. Il mare cristallino della provincia di Oristano è l’approdo e il punto di partenza per un itinerario da sogno. La torre di Capo San Marco è il faro che fa da guida alla visita dell’antica città di Tharros. Tra vestali e sacerdoti ci immergiamo nelle fresche acque del pozzo di Santa Cristina. La salda cinta muraria di Nuraghe Losa sostiene la memoria antica dei popoli nuragici.

Itinerario 1 - Santa Giusta

Quello che si propone è un percorso di 40 km per strade agevoli che attraversa un ambiente strappato alle paludi. Il panorama si presenta come un’oasi agricola dell’Italia settentrionale, diversa dal resto della Sardegna.

Terme di Fordongianus

La zona delle terme, dove sono stati portati alla luce interessanti ritrovamenti archeologici è quella che comprende la riva sinistra del Tirso e la parte bassa della valle, le colline mioceniche della Marmilla e la fertilissima pianura del Campidano: un paesaggio verdeggiante dove sorgono caratteristici centri agricoli.

Pozzo di Santa Cristina

Attraverso un paesaggio indimenticabile, costituito da pascoli e dai caratteristici campi, chiamati “tancas”, cintati da muretti a secco, percorrendo gli altopiani, si giunge al lago Omodeo, uno dei più grandi bacini artificiali. Questo percorso è interessantissimo dal punto di vista ambientale e naturalistico, presentando oltre al lago Omodeo una varietà unica di foreste: di roverella, tasso, lecci, acero del Montiferru; tantissime sono le specie di uccelli che vi trovano ospitalità.

Botti di Malvasia

La Planargia è un vasto e fertile altopiano vulcanico che si estende dal Marghine fino al mare. Il nome deriva dall’andamento del territorio che, attraverso una serie di colline, degrada fino al mare. Qui, pur nelle ridotte dimensioni territoriali, troviamo una notevole varietà di ambienti, dalle selvagge falesie alle spiagge dorate, dai prati montani alle colline coperte di vigneti.

Murales a Sennariolo

Questo itinerario si snoda attraverso zone agricole suggestive, particolari dal punto di vista paesaggistico e interessanti soprattutto per i loro aspetti storici ed architettonici.

Fenicotteri sullo stagno di Mistras

Questo percorso si svolge nel Sinis, il nome della zona che chiude il golfo di Oristano: ricchissima di stagni, di campi coltivati e pascoli, ospita alcune specie di uccelli rari e bellissimi, come il fenicottero rosa, il falco pellegrino, il gabbiano reale e tanti altri. Oltre a questi importanti valori paesaggistici e naturalistici il Sinis è ricco di presenze storico-archeologiche, essendo stato abitato dalle popolazioni nuragiche (oggi infatti moltissimi nuraghi sono visibili in tutta la zona), dai Fenici, dai Cartaginesi e dai Romani.